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Premetto che la dipendenza da internet è ancora oggetto di studio e chiarificazione anche terminologica.

Il disturbo da dipendenza da internet rientra tra i disturbi del comportamento ossessivo-compulsivo.

I sintomi sono:

- il bisogno di trascorrere sempre più tempo su internet per ottenere soddisfazione

oppure

- la marcata diminuzione dell’effetto piacevole dell’uso di internet  per gli stessi tempi di utilizzo;

- la marcata riduzione d’interesse per altre attività

- il passare molto tempo in attività collegate ad internet (leggere libri o riviste sull’argomento, organizzare il materiale scaricato…)

- lo sforzo senza successo di controllare il tempo da trascorrere su internet

- la consapevolezza di conseguenze dell’uso eccessivo di internet sul proprio fisico, sulle proprie relazioni, sul proprio lavoro, sulla propria psiche, senza porvi rimedio

- ansia, agitazione psicomotoria, tamburellamento volontario o volontario delle dita, fantasie o sogni relativi a internet, quando si cessa o si riduce l’uso di internet

La differenza tra le persone dipendenti da internet e quelle che non lo sono è sul modo in cui si usa internet, oltre che sulla quantità di tempo di utilizzo. Le persone non dipendenti, in genere, trascorrono del tempo su internet per studio o per lavoro, per leggere e scrivere email o per cercare informazioni o scaricare software. Le persone dipendenti da internet invece passano molta parte del tempo in chat o a partecipare a giochi di ruolo.

Chi sono le persone più soggette a sviluppare una dipendenza da internet?

Le persone che traggono piacere da queste attività (chat e giochi di ruolo) sono soprattutto persone con scarsa autostima, che si annoiano, che non hanno molti contatti sociali o sono insoddisfatti delle loro relazioni interpersonali. Oppure persone particolarmente inclini agli eccessi anche in altri ambiti della vita.

Qual’è l’aspetto psicologico sottostante?

E’ la tendenza a ripetere il comportamento che ci ha dato maggiore soddisfazione e gratificazione; in più in un lasso di tempo relativamente breve, quale internet può dare: il tempo di latenza tra azione e ricompensa in internet è molto breve.

Qual’è la ricompensa nelle chat e nei giochi di ruolo?

E’ l’attenzione e la stima da parte degli altri anche se sconosciuti in un ambiente dove ognuno può dare di sé l’immagine che più gli piace.

Secondo alcuni studiosi questa dipendenza si sviluppa abbastanza velocemente nei nuovi utilizzatori di internet (affascinati da nuovo mezzo) e tende a scomparire una volta resici conto della quantità di tempo sprecato in attività inutili; secondo altri, ogni utilizzatore di internet vive periodi di dipendenza e periodi di non dipendenza.

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Innanzi tutto c’è da fare una precisazione terminologica: la menopausa è la fine dei cicli mestruali (in genere per i medici una donna è entrata in menopausa quando ha raggiunto i 45 anni e non ha il ciclo mestruale da almeno 6 mesi).

Nel linguaggio comune, invece, si usa la parola “menopausa” per indicare il climaterio, che è invece il periodo in cui ci sono quelle variazioni ormonali (causa di tutti quei sintomi che la donna vive: vampate di calore, sudorazione notturna, palpitazioni…), che precedono e seguono la menopausa vera e propria.

I sintomi precoci possono cominaciare a presentarsi qualche mese prima  o anche qualche anno prima della menopausa.

Tra i sintomi psicologici viene spesso citata la depressione, ma più che di depressione vera e propria, si deve parlare di abbassamento del tono dell’umore.

Quello che sembra certo è che l’estrogeno influisce sulla produzione di beta-endorfine (sostanze chimiche presenti nel cervello), che hanno una funzione analgesica ed eccitante: ad un abbassamento dei livelli di estrogeno corrisponde un abbassamento dei livelli di beta-endorfine. La terapia sostitutiva, attraverso l’assunzione dell’estrogeno, migliora il tono dell’umore.

La fase della menopausa coincide con altri eventi stressanti della propria vita, quali il pensionamento, l’uscita di casa dei propri figli, la morte di qualche persona cara, e forse ci si confronta per la prima volta con l’idea della propria vecchiaia e della propria morte. L’idea che non si può rimanere giovani in eterno si fa avanti. Questi fattori possono essere causa di umore depresso.

Una depressione vera e propria nel periodo della menopausa avviene raramente e generalente in donne che hanno già vissuto in passato problemi di depressione.

Altri sintomi psicologici che vengono generalmente descritti sono: irritabilità, problemi di memoria e concentrazione, ansia, stanchezza e mancanza di energia, emotività. Probabilmente, però, questi sintomi sono secondari ai sintomi principali quali vampate di calore, insonnia e sudorazione notturna, che possono produrre durante il giorno i sintomi psicologici di cui sopra e che possono essere alleviati con diversi metodi, naturali o di sintesi.

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Per migliorare la comunicazione, non solo nella coppia marito – moglie ma in qulsiasi relazione in cui si sia coinvolti affettivamente, ed evitare motivi di incomprensione e litigio, bisognerebbe mettere in pratica i suggerimenti seguenti:

1) quando si parla bisogna utilizzare messaggi in cui si parla in prima persona singolare: si parla di sé, di cosa piace, di cosa non piace; in questo modo ci si apre a livello emotivo, incoraggiando l’altro a fare altrettanto;

2) sono pertanto da evitare i messaggi in cui il soggetto della frase è l’interlocutore (”tu non fai questo, tu non fai quello”), poiché danno un senso di accusa nei confronti dell’altro, che quindi si metterà sulla difensiva e invece di comprendere il vostro messaggio, tenderà soltanto a difendere la propria posizione; in più questi messaggi non permettono di far capire chiaramente all’interlocutore i propri pensieri e stati d’animo;

3) allo stesso modo e per le stesse ragioni vanno evitati i messaggi impersonali (”si deve far così”);

4) quando si vuole fare una critica al partner questa va fatta:

- in privato e non in pubblico

- quando il partner è nello stato d’animo di ascoltarci, per esempio non è stanco, non è già irritato, non è concentrato su qualcos’altro;

- parlando di un argomento alla volta

- criticando il comportamento e non la persona

- criticando solo aspetti che sono modificabili dal partner

5) un aspetto importante della comunicazione è il fatto che oltre all’aspetto di contenuto (cosa stiamo dicendo), il messaggio ha anche un aspetto di relazione (come lo stiamo dicendo). A volte ci può essere un aspetto di relazione che interferisce con quello di contenuto. E’ il caso in cui ci sia un conflitto di potere nella relazione: un partner vuole “comandare” sull’altro, che invece non vuole sottostare a lui. In queste situazioni va risolto il problema di relazione, prima di affrontare qualsiasi problema relativo al contenuto.

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Ci possono essere, nel corso della nostra vita, dei periodi, anche della durata di qualche mese, in cui ci si sente demotivati, irritabili, stanchi, tristi, insoddisfatti, senza capirne il motivo.

Questa situazione non va confusa con la cosiddetta “tristezza cronica”, o in termini psichiatrici “distimia”, che è una forma minore di depressione e che dura per almeno due anni.

La tristezza di cui parlo è limitata nel tempo, come per esempio il periodo successivo al rientro delle vacanze estive.

Qual’è il motivo di questo malessere?

Probabilmente il fatto che stiamo conducendo ‘un’esistenza che è lontana dal nostro ideale.

Allora, senza voler stravolgere la nostra vita,  per stare meglio basta cominciare a fare piccole modifiche nella nostra quotidianità.

Innanzi tutto bisogna “sfrondare” sia a livello psichico che fisico; cioé  a livello pratico eliminare quelle situazioni che non ci piacciono (per esempio, smettere di accontentare le richieste degli altri), a livello mentale liberarsi di quei problemi che non portano a niente, che non hanno soluzione… i mille dubbi.

Ora che si è liberato un po’ di spazio nelle nostre giornate e nella nostra mente, dobbiamo occuparlo con qualcosa di più costruttivo e piacevole per noi:

1) curiamo di più il nostro corpo per noi stessi e non solo per piacere agli altri; anche se ci sentiamo giù e non sentiamo né la voglia né l’energia di fare niente, facciamo l’attività sportiva che più ci piace, cambiamo il modo in cui portiamo i capelli, il modo in cui ci vestiamo, andiamo al centro estetico o alle terme…

2) facciamo qualcosa che abbiamo rimandato a malinquore per troppo tempo: andare a teatro, frequentare un corso d’arte, fare un viaggio…

3) diamo più libero sfogo alle nostre emozioni; impariamo a riconoscerle, a non sopprimerle, ma a esprimerle fisicamente e a parole.

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“La nostra mente può fare di un inferno un paradiso

e di un paradiso un inferno” (John Milton, scrittore inglese)

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